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COMUNE DI CERCEPICCOLA

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Luglio, Agosto, Settembre

 
Luglio

Luglio

LUGLIO
Luglio mi chiamo,
pien di sudore,
sono la gioia dei mietitori.
Chi soffre il caldo nel mar si bagni,
chi soffre il caldo non mai si lagni.
Io sono Luglio,
con la mia varrecchia,
e mieto quando è piena la cicerchia.
Dentro una pignatta mi ci scarnecchio,
con la punta della falce alzo la coperchia,
e se ci trovo qualche donna vecchia,
le troncherò la testa con la mia sarrecchia.
E son Luglio ancora,
buon mietitore.
Signori miei,
non vi ammalate,
                                                            perché appresso porto il dottore.

Agosto

Agosto

AGOSTO
Rispettabilissimi signori,
prima di dirvi lo scopo della mia presenza,
permettete che qui mi presenti.
Io sono il famoso psichiatra-laringoiatra,
da tutti ben conosciuto.
La mia fama è enorme!
In un ramo richiamo la vostra attenzione,
poiché le malattie da me studiate sono numerose,
e lo dimostrano le mie innumerevoli lauree e medaglie,
conquistate ad honorem et ad bustarellam.
Ma la ristrettezza del tempo,
non mi permette di trattarle tutte,
come mia intenzione, e,
per non annoiarvi o per meglio dire,
per non scocciarvi,
mi limito a parlarvi di un male solo,
che senza dubbio è il più comune.
Ebbene, o signori miei,
chi di voi non ha mai sofferto il mal di pancia?
Tutti, vero?
Orbene voi non potete mai immaginare,
quale sia la causa di questo terribile male,
che si produce nel vostro canale di macinatoria.
La liquida, la solida, magnetica,
frenetica macinatoria,
della via dirigibilistica, missilistica, rotabile, automobilistica,
passa a quella ferrata e arrivando alla stazione di fermata,
battendo un pezzo contro l’altro,
provoca lo sfasciamento di questo materiale:
le terribili coliche!
I dolori di ventre!
Il sistema più conosciuto,
ed oltretutto il più efficace,
è quello di purgarvi,
o signori miei,
altrimenti la siringa ci pensa.
E pagate i vostri debiti,
clienti miei,
se no bestemmio il mondo e tutti i Dei.
Vi fece effetto o no quel sale inglese?
Certo che un buon purgante già l’avete preso.
Io sono Agosto,
medico reale,
e conosco bene anche la malattia delle donne,
e donde ne proviene:
loro tasto il polso,
loro osservo i reni,
ad esse ordino la mia medicina.
Se la mia medicina non fa operazione,
mi ci gioco tutta la mia ragione.
Se la mia medicina non fa effetto,
andate all’altro mondo,
che là vi aspettano.

Settembre

Settembre

SETTEMBRE
Io sono Settembre,
con i fichi mosci;
l’uva muscatella mo s’ fnisc,
preparo i tini per piazzarci il mosto,
e sogno vin frizzante e buon arrosto.
Sono la fine di una
bella estate,
con le giornate tutte
arroventate.
Per non farvi sorprendere dal gelo,
non guardate se ancora è sereno il cielo.
Di buona legna fate una catasta,
mettendone più di quel che basti;
cappotti e ombrelli tenete apparecchiati,
per essere ai primi freddi preparati.
Se poi paura avete dei malanni,
                                                           di pura lana preparate i panni,
                                                           e se pur con questo avrete un raffreddore,
                                                           fate ricorso al mio dottore.
                                                           Io son Settembre ch’ la fica moscia,
                                                           tutte lu muscatjiell mo z’ fnisc.
                                                           Se ci fosse qualche donna che patiss de paposcia,
                                                           j teng na cosa longa, chiatta e passa liscia.