Cittadinanza italiana “iure sanguinis”

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Procedimento di cittadinanza italiana "iure sanguinis"

Data:

26 Gennaio 2026

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Descrizione

E’ importante precisare che il cittadino straniero richiedente se è residente all'estero deve inoltrare la richiesta al Consolato italiano all’estero, individuato in base al luogo di residenza del soggetto rivendicante la titolarità della cittadinanza italiana.

Se il cittadino straniero richiedente decide di trasferirsi in Italia, la richiesta deve essere presentata presso l’ufficio di Stato Civile del Comune italiano. Solo nel caso di cittadino straniero che sia iscritto nell'Anagrafe dei residenti la competenza è dell’ufficio dello stato civile del comune di residenza.

Iscrizione anagrafica

L’iscrizione si può avere solo se si vive stabilmente presso una abitazione nel territorio comunale presentando allo sportello dell’ufficio Anagrafe:
a) valido passaporto straniero con timbro d’ingresso in Italia;
b) possesso del Permesso di soggiorno rilasciato dall’Autorità italiana di Pubblica Sicurezza = Questura*;
c) legittima e documentata occupazione dell’alloggio (es. contratto di affitto; dichiarazione di ospitalità all’Autorità di Pubblica Sicurezza)
* Per l’iscrizione condizionata al riconoscimento del possesso della cittadinanza, è ammesso in luogo del permesso di soggiorno la ricevuta della dichiarazione di presenza resa al Questore entro 8 giorni dall’ingresso ovvero lo specifico timbro Schengen sul Passaporto (entro 90 gg. dall’ingresso in Italia) – Dopo 90 giorni cioè 3 mesi, se la pratica non sarà terminata, sarà comunque necessario presentare documentazione di Soggiorno.

La pratica di iscrizione in APR dura 45 giorni a meno che non ci sia una risultanza negativa degli accertamenti della Polizia Locale, nel qual caso può durare anche più di 3 mesi.

In caso di riscontro negativo alla verifica di presenza continuativa sul territorio, verrà ANNULLATA l’iscrizione anagrafica e verrà ANNULLATO il procedimento di riconoscimento cittadinanza.

Richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana

La competenza ad effettuare il riconoscimento della cittadinanza italiana è del Sindaco del Comune dove l'interessato ha stabilito la residenza.

Con il D.L. n.36 del 28/03/2025, successivamente convertito in Legge con modifiche (n.74 del 2/05/2025), è stata introdotta una riforma significativa in materia di cittadinanza italiana e ius sanguinis, approvando un pacchetto di misure volto a regolare in modo più stringente l’accesso alla cittadinanza per gli italo-discendenti residenti all’estero.

Le nuove norme prevedono principalmente un limite all'acquisizione automatica della cittadinanza italiana per le persone nate all'estero che possiedono altra cittadinanza. In altre parole, anche se si ha un antenato italiano non si diventa più automaticamente cittadino italiano solo per tale motivo. La limitazione vale anche per chi è nato prima dell'entrata in vigore della Legge.

La riforma prevede delle eccezioni che permettono a chi è nato all'estero di ottenere o mantenere la cittadinanza italiana, e tali eccezioni si applicano solo se la linea di trasmissione della cittadinanza non è stata interrotta:

  • domanda presentata prima del 27/03/2025: chi ha presentato la domanda completa di riconoscimento della cittadinanza italiana entro tale data, anche se il riconoscimento avverrà in seguito, mantiene il diritto al riconoscimento di quanto richiesto secondo le norme precedenti
  • domanda su appuntamento fissato e comunicato entro il 27/03/2025: anche chi aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana fissato, formalmente confermato dall’Ente Pubblico a cui era stato rivolto (Consolato italiano all’estero o Comune) entro il 27/03/2025, mantiene il diritto al riconoscimento di quanto richiesto secondo le norme precedenti
  • domanda giudiziale: chi ha avviato una causa in tribunale entro il 27/03/2025 per ottenere il riconoscimento della cittadinanza, potrà ottenere la cittadinanza se la sentenza sarà favorevole; in questo caso non importa il motivo del riconoscimento, ma è sufficiente che il giudice l’abbia concesso
  • ascendente esclusivamente italiano: se uno dei genitori o dei nonni (ascendenti di primo e secondo grado) era esclusivamente cittadino italiano al momento della nascita del richiedente, o al momento della propria morte e se deceduto prima della nascita del richiedente, anche in questo caso la cittadinanza italiana può essere riconosciuta; per appurare il possesso della sola cittadinanza italiana dell’avo, è necessario che siano prodotti documenti che negano che l’interessato fosse in possesso di altra cittadinanza (attestazioni di non rinuncia della cittadinanza italiana, attestazioni di non iscrizione nelle liste elettorali di altri Paesi, o documentazione analoga), ma non potranno essere ritenute sufficienti eventuali autocertificazioni o dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà (artt. 47 e 48 del d.P.R. n.445/2000)
  • genitore residente in Italia per almeno due anni consecutivi: chi ha un genitore, o adottante, che ha vissuto in Italia per almeno due anni consecutivi dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana e prima della nascita o adozione del figlio, può accedere alla cittadinanza italiana; la residenza in Italia dovrà essere dimostrata tramite un certificato storico di residenza rilasciato dal Comune competente.

E' inoltre stato previsto che gli stranieri discendenti da cittadini italiani per nascita in linea retta fino ai nonni, potranno ottenere la cittadinanza italiana per residenza dopo due anni di residenza legale in Italia.

In materia di controversie relative all’accertamento dello stato di apolidia e di cittadinanza italiana, il nuovo testo normativo prevede che non sono ammessi il giuramento e la testimonianza quali mezzi di prova, e spetta a colui che richiede la cittadinanza italiana dover fornire la prova dell’insussistenza delle cause di mancato acquisto o di perdita della cittadinanza previste dalla legge.

Il Ministero dell’Interno con proprie Circolari n. 26 del primo giugno 2007, e la n. 4 del 20 gennaio 2009, ha sottolineato l’importanza che gli ufficiali di stato civile prestino la massima attenzione «nell’acquisizione e nella valutazione dei documenti che vengono presentati ai fini dell’acquisizione della cittadinanza italiana per discendenza ... al fine di contrastare e prevenire il fenomeno della falsificazione degli atti nell’ambito delle procedure in materia di cittadinanza. Tanto considerato si ribadisce la necessità dell’effettuazione di maggiori e più accurati controlli sui documenti presentati a corredo delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana.».
Pertanto, l’ufficiale di stato civile deve sempre effettuare verifiche approfondite relativamente agli atti prodotti, e in caso di dubbio, prendere contatti con il Consolato competente per accertare la veridicità del documento presentato.

FIGLI MINORENNI. Art. 4, comma 1-bis, 1-ter della legge 91/1992.
Il minore straniero o apolide, del quale il padre o la madre sono cittadini per nascita, diviene cittadino se i genitori o il tutore dichiarano la volontà dell'acquisto della cittadinanza e ricorre uno dei seguenti requisiti:

  1. successivamente alla dichiarazione, il minore risiede legalmente per almeno due anni continuativi in Italia
  2. la dichiarazione è presentata entro un anno dalla nascita del minore o dalla data successiva in cui è stabilita la filiazione, anche adottiva, da cittadino italiano
  3. 1-ter. Divenuto maggiorenne, chi ha acquistato la cittadinanza ai sensi del comma 1-bis può rinunciarvi se in possesso di altra cittadinanza.

Si precisa che l’ipotesi di acquisto previste all’art. 4 avvengono a seguito di dichiarazione e pertanto sono soggette, in base all’art. 9 bis della Legge 91/1992, al pagamento del contributo a favore del Ministero dell’Interno di euro 250,00. Il contributo è dovuto per ciascun minore.

Procedure

Si precisa che la documentazione a supporto del riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, è valutata dagli uffici competenti solo a seguito della presentazione di regolare richiesta di riconoscimento della stessa da parte delle persone già iscritte nell'Anagrafe del Comune.

La documentazione presentata a supporto della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana, NON verrà restituita al richiedente in nessun caso, sia che l'esito del procedimento sia positivo sia che l'esito sia negativo.

L’ufficiale dello Stato Civile effettua verifiche approfondite relativamente agli atti prodotti, e, in caso di dubbio, prende contatti con il Consolato competente per effettuare ulteriori accertamenti, così come disposto dal Ministero dell’Interno che, con proprie Circolari n. 26 del primo giugno 2007, e la n. 4 del 20 gennaio 2009, ha sottolineato l’importanza di prestare la massima attenzione “nella valutazione dei documenti che vengono presentati ai fini dell’acquisizione della cittadinanza italiana per discendenza ... al fine di contrastare e prevenire il fenomeno della falsificazione degli atti nell’ambito delle procedure in materia di cittadinanza. Tanto considerato si ribadisce la necessità dell’effettuazione di maggiori e più accurati controlli sui documenti presentati a corredo delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana”.

L’ufficio pertanto esaminerà accuratamente tutta la documentazione presentata, acquisirà ulteriori informazioni dal Comune di nascita dell’avo e valuterà se sia inequivocabilmente comprovata la ricostruzione della discendenza del richiedente dall’avo italiano nato in Italia, e la conseguente trasmissione della cittadinanza stessa senza interruzioni, tenendo conto di tutto il sistema normativo attualmente vigente e pre-vigente al momento degli eventi.

In caso di incongruenze contenute nella documentazione (es. nomi, cognomi, età, date e luoghi di nascita) l’ufficio potrà chiedere all’interessato la produzione di ulteriore documentazione ad integrazione di quella già presentata, pertanto è opportuno che l’interessato verifichi, prima della presentazione dell’istanza, la corrispondenza delle generalità di tutti gli ascendenti in tutti gli atti presentati.

Una volta esaminati tutti i documenti e accertata la trasmissibilità della cittadinanza italiana l’ufficio dovrà acquisire da tutti i Consolati italiani presenti nei territori in cui il richiedente e i suoi ascendenti hanno avuto residenza, la certificazione attestante che né gli ascendenti né il richiedente abbiano mai rinunciato alla cittadinanza italiana.

Precisazioni:

  • Se avo nato in Italia ed emigrato all’estero successivamente può essere nato prima della proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861) in uno degli stati pre-unitari; è condizione essenziale per il riconoscimento del diritto di trasmissione della cittadinanza italiana che lo stesso non sia deceduto prima del 17 marzo 1861 e non si sia naturalizzato straniero prima di tale data.
  • Stessa attenzione e stesso criterio vanno posti per gli avi nati nelle attuali province di Mantova, Verona, Vicenza, Rovigo, Padova, Venezia Treviso, Belluno e Udine (di queste due ultime province solo alcuni comuni) e Pordenone, che sono state annesse al regno d’Italia dal 19 ottobre 1866. Per gli avi nati nelle province di Roma, Latina, Frosinone e Viterbo la data di riferimento è il 20 settembre 1870.
  • Le attuali province di Trento, Bolzano, Trieste, Gorizia e alcuni comuni delle province di Belluno e Udine sono diventati territorio italiano dal 16 luglio 1920 (data di ratifica del trattato di Saint Germain en Laye). Pertanto gli avi dante causa originari di detti territori, deceduti od emigrati prima di tale data, non sono titolari di cittadinanza italiana (ma dell’ex “Impero di Austria e Ungheria”) e i discendenti non potranno quindi ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana.

In particolare si tratta delle odierne province autonome di Bolzano e di Trento (inclusi due comuni nell’odierna provincia di Brescia, due comuni nell’odierna provincia di Vicenza e tre comuni nell’odierna provincia di Belluno), inoltre la Val Canale, l’antica Contea Principesca di Gorizia e Gradisca (inclusi dodici comuni oggi nell’odierna provincia di Udine quali: Aiello del Friuli, Aquileia, Campolongo al Torre, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Fiumicello, Ruda, San Vito al Torre, Tapogliano, Terzo di Aquileia, Villa Vicentina e Visco ), la città di Trieste.
Nota bene:
Ricordare inoltre che la cittadinanza si trasmette in linea di discendenza maschile, e, facendo data dal 1° gennaio 1948 (entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana) anche per via femminile.
In base alla normativa italiana, le dichiarazioni di nascita dei nati fuori dal matrimonio (ovvero da genitori non coniugati) devono essere firmate anche dal genitore che trasmette la linea di sangue italiano.

Cosa serve

Dal 1° marzo 2025, a seguito di Deliberazione della Giunta Comunale n. 6 in data 20.02.2025, è necessario effettuare il pagamento (precedente o contestuale) del contributo amministrativo di € 300,00 (euro trecento, per ciascun richiedente maggiorenne) previsto dal comma 636 dell’art.1 della Legge 30 dicembre 2024 n.207 per depositare l’Istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis*.

*Il pagamento (tramite Pago PA o altri sistemi di pagamento elettronici) dovrà precedere la richiesta, che sarà corredata dalla ricevuta del pagamento stesso. In caso di mancanza o inesatto pagamento dei contributi suddetti, le predette istanze o richieste risultano improcedibili e trascorsi 30 giorni, verrà inviato al richiedente un provvedimento di improcedibilità in forma semplificata ed il pagamento non verrà restituito.

Per presentare l’istanza di riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis l'interessato deve presentarsi personalmente con il modulo di richiesta compilato in ogni sua parte e in marca da bollo corredata da tutta la documentazione necessaria:

  • Passaporto straniero in corso di validità.
  • Estratto di nascita dell’avo cittadino italiano nato in Italia ed emigrato all’estero rilasciato dal Comune italiano di nascita.
  • Tutti gli atti di stato civile (es. nascita, matrimonio, divorzio, ulteriori matrimoni, adozione, riconoscimenti di filiazione e morte) relativi all’avo e a tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quelli del richiedente.
    Gli atti devono essere tutti debitamente tradotti e legalizzati nelle forme di legge. Le eventuali sentenze (di divorzio e/o adozione) devono essere anch’esse debitamente tradotte e legalizzate nelle forme di legge e munite del certificato di passaggio in giudicato tradotto e legalizzato.
  • Eventuali sentenze di rettifica che abbiano modificato gli atti di stato civile di cui al punto precedente. Anche le sentenze devono essere debitamente tradotte e legalizzate nelle forme di legge e munite del certificato di passaggio in giudicato tradotto e legalizzato.
  • Certificato, tradotto e legalizzato, rilasciato dalle competenti autorità dello Stato estero di emigrazione, attestante che l'avo italiano (a suo tempo emigrato dall'Italia) non acquistò la cittadinanza dello stato estero di emigrazione prima della nascita del proprio figlio che ha trasmesso la cittadinanza ai successivi discendenti (certificato di non naturalizzazione). Se l'ascendente italiano, nato in Italia ed emigrato all'estero, ha utilizzato nel tempo il proprio nome e cognome in forme diverse (es. Giuseppe, Giuseppe Maria, Jose, Josè, José Maria... ), è necessario che esse vengano tutte riportate nel certificato di non naturalizzazione.
  • Istanza finalizzata al riconoscimento della cittadinanza italiana per iure sanguinis con indicazione della linea di discendenza a partire dall’avo.

L’elenco della documentazione necessaria non è da ritenersi esaustivo a causa della possibile esistenza di numerosissime casistiche differenti per cui non è possibile entrare nel dettaglio. Tutta la documentazione sopra descritta deve essere sempre presentata in originale e deve essere allegata anche una copia completa di tutta la documentazione originale presentata.

Tempi e scadenze

Il procedimento si concluderà entro il termine di 90 giorni, fatte salve le sospensioni che si renderanno necessarie, in sede istruttoria, anche per l'acquisizione di documentazioni dalle autorità competenti (es. Consolati e Comune di nascita dell'avo).

A cura di

Ufficio Demografico

L'Ufficio Demografico svolge una serie di funzioni legate alla gestione della popolazione residente e alla tenuta dei registri demografici.

Ultimo aggiornamento: 30/01/2026


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